sabato 10 ottobre 2026

Poesia americana

 Itaca

L’amato non ha
bisogno di vivere. L’amato
vive nella testa. Il telaio
è per i proci, ordito
come un’arpa con filo bianco di sudario.

Lui era due persone.
Era il corpo e la voce, la facile
attrazione di un uomo vivo, e poi
il sogno o immagine in evoluzione
creati da una donna intenta al telaio,
seduta là in una sala piena
di uomini dalla mente concreta.

Come compiangete
il mare ingannato che cercò
di portarlo via per sempre
e prese solo il primo,
il vero marito, dovete
compiangere costoro: non sanno
cosa stanno guardando;
non sanno che quando uno ama in questo modo
il sudario diviene un abito da sposa.

Louise  Glück



Ithaca

The beloved doesn’t
need to live. The beloved
lives in the head. The loom
is for the suitors, strung up
like a harp with white shroud-thread.

He was two people.
He was the body and the voice, the easy
magnetism of a living man, and then
the unfolding dream or image
shaped by the woman working the loom,
sitting there in a hall filled
with literal-minded men.

As you pity
the deceived sea that tried
to take him away forever
and took only the first,
the actual husband, you must
pity these men: they don’t know
what they’re looking at;
they don’t know that when one loves this way
the shroud becomes a wedding dress.

Louise  Glück

giovedì 1 ottobre 2026

OTTOBRE



Qué débil el latido

¡Qué débil el latido
de tu corazón leve
y qué hondo y qué fuerte su secreto!
¡Qué breve el cuerpo delicado
que lo envuelve de rosas,
y qué lejos, desde cualquiera parte tuya
-y qué no echo- 
el centro de tu alma!

J. R. Jimenez 

mercoledì 30 settembre 2026

Prescrizioni

 LA PRESCRIZIONE 

Il Dottore è un vecchio amico. Il Dottore è un gatto vecchio. Il Dottore conosce gli esaurimenti. 

Il Dottore ha detto: 

– Non prescrivo la campagna. Non prescrivo il riposo. Autore, Autore, uomo dall’inestinguibile fervore, so fin troppo bene in che senso tu li prenderesti, la campagna, il riposo! Prescrivo; unica medicina per la salute, il tedio. Il tedio, alla lettera. Senza attenuazioni, senza gradazione: il tedio. Niente escursioni; chaise-longue. Niente conversazioni; silenzio. Niente letture; letargo… Nei limiti del possibile, né un movimento, né un pensiero! 




Doctor tiene amistad antigua. Doctor es gato viejo. Doctor conoce las flaquezas.

Doctor ha dicho:

— No prescribo el campo. No prescribo el reposo. Autor, Autor, hombre del fervor inextinguible, ¡demasiado sé cómo ibas tú a entenderlos, el campo, el reposo! Prescribo, única medida para la salvación, el tedio. El tedio, al pie de la letra. Sin atenuaciones, sin matiz: el tedio. No excursión; chaise-longue. No conversación; silencio. No lectura; letargo... En lo posible, ¡ni un movimiento, ni un pensamiento!

mercoledì 9 settembre 2026

Ribellioni

 


“Come il comitato direttivo non può ignorare, un gruppo di artisti figurativi sta cercando da anni, all’interno dell’Associazione, di trovare riconoscimenti per le proprie concezioni artistiche. Queste concezioni culminano nell’affermazione della necessità di stabilire un rapporto più vivace tra la vita artistica viennese e l’evoluzione dell’arte all’estero e di or- ganizzare il sistema espositivo su una base puramente artistica, libera da caratteristiche di mercato, risvegliando così in circoli più ampi concezioni artistiche più chiare e moderne e, in ultima analisi, stimolando i circoli ufficiali a una maggiore cura dell’arte”.
Gustav Klimt

Il legame tra lo scrittore austriaco Hermann Bahr e la celebre opera  “Wahrheit”, "Nuda Veritas", di Gustav Klimt rappresenta uno dei momenti cruciali della nascita della modernità artistica viennese. Più che limitarsi a scrivere una recensione critica, Bahr divenne il principale difensore pubblico, intellettuale e persino il proprietario materiale del quadro, ergendosi a scudo dell'artista contro i violenti attacchi della Vienna conservatrice. Quasi coetanei, Gustav Klimt (1862-1918) e Hermann Bahr (1863-1934) furono legati da una intensa amicizia a partire dagli anni Novanta dell’Ottocento, quando condivisero la causa della modernizzazione dell’arte a Vienna. Secondo Hermann Bahr i membri della Künstlerhausgenossenschaft si opponevano all’organizzazione di mostre degli artisti che si stavano affermando in Europa e resistevano ai cambiamenti per ragioni prettamente economiche. I Secessionisti desideravano rompere con lo storicismo e imboccare nuove direzioni moderne: loro erano artisti, non uomini d’affari. Quando Klimt espose il dipinto a olio  Nuda Veritas, alla Quarta Mostra della Secessione Viennese nel marzo del 1899, il pubblico e la critica accademica insorsero. La figura femminile rappresentata, caratterizzata da un realismo sfrontato, capelli rossi selvaggi, uno specchio rivolto verso lo spettatore e un serpente ai piedi, rompeva radicalmente con i nudi idealizzati e rassicuranti dell'epoca, venendo etichettata come "demoniaca" e scandalosa. Hermann Bahr, all'epoca una delle penne più influenti e promotore del movimento della Jung-Wien, intervenne attivamente scrivendo recensioni e saggi. Nelle sue analisi critiche, Bahr non valutò il quadro secondo i rigidi canoni estetici del passato, ma lo celebrò come il manifesto dell'affrancamento dell'arte dalle ipocrisie moralistiche della società borghese. Colse appieno il messaggio delle due iscrizioni inserite da Klimt, in particolare la citazione di Friedrich Schiller posta in cima al quadro ("Se non puoi piacere a tutti con le tue azioni e la tua arte, piaci a pochi. Piacere a molti è male"). Il critico sostenne che la "verità" dell'arte doveva essere potente, bruciante e priva di compromessi. Le versioni dell’opera in verità sono due. Il dipinto, infatti, era stato originariamente una grafica, realizzata nel 1898 e pubblicata sulla rivista della Secessione Viennese. Le due versioni presentano alcune differenze. La prima differenza è che la parte testuale sopra la testa della donna è diversa: se nella prima Klimt ha inserito una citazione dello scrittore tedesco Leopold Schefer (“La verità è fuoco e parlare di verità significa illuminare e bruciare”), nella seconda accentua la carica sensuale del dipinto optando per la citazione del filosofo Schiller. L’altra differenza è il soggetto del serpente, assente nella prima versione, inserito nel dipinto ai piedi della donna. L'entusiasmo di Hermann Bahr per la Nuda Veritas fu talmente radicale che il critico decise di acquistare la tela direttamente da Klimt nell'estate del 1900. Bahr portò l'opera oltre i confini della pagina scritta, facendone il fulcro della propria vita quotidiana. Commissionò all'architetto Joseph Maria Olbrich (progettista del Palazzo della Secessione) la realizzazione della propria villa personale compreso il suo studio. La Nuda Veritas era l'unico quadro presente in quella stanza e ammise di dovere a Klimt “le ore più sublimi che un artista mi abbia mai donato in vita mia”.  Grazie al successivo lascito della vedova di Bahr, la cantante lirica Anna Bahr-Mildenburg, il capolavoro è giunto nelle collezioni pubbliche ed è oggi custodito presso l'Österreichisches Theatermuseum di Vienna.


Non so se Klimt fosse a conoscenza di questo dipinto, certo è che gli elementi in comune sono singolari. Qui l’artista sembra proporci un periodo duro, dove l’oscurità pare avere la meglio. Nonostante si fosse in pieno movimento impressionista Lefebvre dimostra che lo stile accademico aveva ancora molte cose da dire e capolavori da offrire.


























Jules Lefebvre - La verità - 1870



Per approfondire 
“Polemiche su Klimt” di Hermann Bahr



Ringrazio Garbo per il suo, oserei dire, maieutico post che mi ha dato l’opportunità di scrivere questo testo. 














Una tra le tante

 

 























 
Per Garbo
da “Il libro degli apocrifi” di Karel Čapek