giovedì 1 febbraio 2024

FEBBRAIO

                                                 Renè Magritte - Gli amanti - 1928 - MoMa    


….Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille…

Gaio Valerio Catullo


Il gesto più puro e immediato, la prima espressione della passione, il momento in cui due corpi si fondono trasportati dalla passione: il bacio. Quello degli amanti di Canova, Amore e Psiche, non esplode, resta accennato nel gesto di un timido bacio che possiamo soltanto immaginare. Nei secoli il desiderio è stato evocato, quasi mai consumato; nell’Ottocento gli artisti superano nuovamente la soglia del pudore e accostano le bocche degli amanti in calorosi abbracci. Nel 1859 Francesco Hayez, quasi settantenne, poco prima che salpi la missione dei Mille vuole contribuire alla causa patriottica e lo fa con un bacio appassionato tra due giovani che è destinato a diventare l’emblema del Romanticismo e allo stesso tempo del Risorgimento italiano. Sono due desideri che si fondono nella celeberrima scena: il sentimento di due protagonisti che non trattengono la voglia di baciarsi prima dell’addio. Klimt invece trasferisce la passione in una dimensione astratta. Nel suo capolavoro del Belvedere i due amanti si perdono nel gioco astratto della decorazione. Klimt scioglie i desiderio in un sogno, toglie peso al corpo e ogni lascivia al gesto. I due amanti non hanno un nome né un ruolo nel mondo, non appartengono a nessuna classe sociale, non una storia da raccontare, solo la passione che stanno vivendo in quel momento. Sulla stessa linea ma con l’utilizzo di espedienti molto diversi nel 1928 Renè Magritte dipinge una delle versioni dei suoi Amanti. Qui si baciano due teste senza volto coperte da due panni bianchi. Niente di più dimesso e normale. Potrebbe essere un bacio scambiato in un tinello o sui binari del treno. Ma a Magritte tutto questo non interessa. Con quei lenzuoli bianchi l’artista cancella la storia, annulla le persone, costruisce il racconto di un amore impossibile. Dopo la negazione della passione, alla sua stravagante espressione, alla sparizione di qualsiasi emozione fino alla sua timida rinascita, il lungo percorso del desiderio conduce gli artisti ad affrontare a viso coperto l’impossibilità del sentimento d’amore. L’arte ha scavato così profondamente il desiderio da scoprirne anche la natura debole, ingannevole, illusoria. Nel momento del bacio possiamo esprimere la nostra più pura e sincera intimità ma anche conservare quel lato oscuro che mai saremo in grado di condividere con l’altro.



3 commenti:

  1. Splendido e delicato questo tuo racconto del bacio, ripercorso tra le pagine della letteratura e le immagini della pittura che lo hanno interpretato secondo il molteplice diverso "sentire" dei vari artisti. Il tuo post mi ha fatto ricordare che anch'io,tempo fa, scrissi qualcosa sul tema....ovviamente non al tuo livello :-) permettimi di allegare il link di quel mio post di qualche anno fa
    Ciao Julia e buon febbraio
    Clem

    https://clementeluciano-clem.blogspot.com/2018/07/baci-e-cultura.html

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  2. https://clementeluciano-clem.blogspot.com/2018/07/baci-e-cultura.html

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    1. Ciao Clem. Grazie. I contributi sono sempre ben accetti…
      Bellissima la citazione dal film “ Cinema Paradiso “.

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