"Will all great Neptune's ocean wash this blood
Clean from my hand? No, this my hand will rather
The multitudinous seas incarnadine,
Making the green one red."
— Macbeth (Act 2, Scene 2)
"Potrà mai l'oceano del grande Nettuno
lavare questo sangue dalle mie mani?
No, piuttosto questa mia mano arrosserà
la distesa innumerevole dei mari, facendo del verde un unico rosso."
“Sono - le parole - quanto di più selvaggio, libero, irresponsabile esista…”
Le parole vanno difese, sono in via di estinzione, non perché non vengono più utilizzate ma perché masticate e rimasticate con violenza fino a far perdere loro identità, significato. L’anima delle parole fatica a respirare soffocata dagli abusi della contemporaneità.
“… Solo un grande poeta sa che la parola “vermiglio” appartiene a “innumerevoli mari”….
Qui il testo completo della trasmissione:
"They are - the words - the most savage, free, irresponsible that exists..."
Words must be defended, they are in danger of extinction, not because they are no longer used but because they are chewed and rehashed with violence until they lose their identity, meaning. The soul of words struggles to breathe suffocated by the abuses of contemporaneity.
“... Only a great poet knows that the word "vermilion" belongs to "countless
Ma le parole non vivono nei dizionari; loro vivono nella mente. (Le parole non vivono nella mente, ma fra le persone).
RispondiEliminaMolto bello ed anche molto delicato parlare delle parole in questi termini, mi trovi concorde nel pensare che: “[Le parole] sono le più selvagge, le più libere, le più irresponsabili e meno educativi fra le cose”.
Esse obbediscono alle regole della sintassi, e pur essendo forgiate nella fucina della nostra cultura, si sottraggono alle regole sociali, perché sono loro ad istituire le regole, a fare norma, e non viceversa.
Sento meno l’altra affermazione: “ Ma le parole non vivono nei dizionari; loro vivono nella mente”. Noi siamo abituati a pensare alla mente come un hortus conclusus, una centrale che crea idee, progetti e parole, mentre la mente è una costruzione sociale: non ci sarebbe alcun Io senza l’Altro, non ci sarebbero parole senza dialogo: le parole, dunque, non vivono nella mente, ma fra le persone, nell’interspazio fra il te e il me.
Mi piace venire qui ad immergermi nelle tue letture e nei tuoi pensieri.
Ciao.
Mi piace quello che hai scritto. Diamo spesso per scontate le parole e
Eliminail posto che occupano nelle nostre vite. Se non sbaglio il tuo pensiero si rifà alla teoria che lo sviluppo della mente deriva dall’interazione con gli altri.
E se penso al tuo lavoro penso al loro potere trasformativo, superare la semplice comunicazione e mettere ordine nel caos emotivo…
Grazie Garbo