giovedì 23 gennaio 2020
PENSIERO DEL GIORNO
"Volgi il tuo occhio all'interno, e scoprirai migliaia di regioni, nel tuo cuore, vergini ancora. Viaggiale tutte, e fatti esperto di cosmografia interiore".
Henry David Thoreau
domenica 19 gennaio 2020
DELETE
S - ...supponi che nelle nostre anime si trovi una massa di cera, in qualcuno più grande, in qualcuno più piccola, e in qualcuno di cera più pura, in qualcun altro di cera più sporca e indurita e in altri di cera più molle, in altri ancora di consistenza intermedia.
T – D'accordo.
S – Diciamo allora che questo è dono di Mnemosine, la madre delle Muse, e che in esso, ponendolo sotto le nostre percezioni e i nostri pensieri, come se vi imprimessimo dei sigilli, imprimiamo ciò che vogliamo ricordare fra le cose che vediamo, udiamo o pensiamo. Di ciò che viene impresso abbiamo memoria e scienza...; ciò che viene cancellato...invece, lo dimentichiamo e non ne abbiamo scienza.
Teeteto, Platone
Per millenni ricordare fu difficile e facile dimenticare. Per aiutare la memoria si invento' la pittura, scultura, scrittura, fotografia, registraziene, cinema. In questa epoca digitale viviamo una condizione diametralmente opposta. Ogni cosa messa in memoria vi rimane in maniera indelebile, il difficile è dimenticare. The net never forget. Ma se nella mente umana i ricordi svaniscono a poco a poco e in maniera casuale e incontrollabile per cancellare la memoria dai nostri dispositivi basta cliccare il tasto delete.
Il termine inglese delete, che significa rimuovere qualcosa di scritto o di stampato, come primo significato, e poi cancellare, togliere, viene direttamente dal latino dēlēo, che significa cancellare.
C'e' chi propone di dare una data di scadenza ai dati custoditi nelle memorie digitali programmando i pc a dimenticare come fanno gli umani.
Ricordare è «bene», dimenticare è «male»; se invece alla base del dimenticare c'è una volontà attiva di cancellare, il processo è percepito positivamente. Ma tenendo presente i rischi più gravi che corrono gli attuali comportamenti scientifici ( obliovionismo scientifico ) quando si fa cadere nell'oblio qualcosa di importante.
Per saperne di piu':
"Delete. Il diritto all'oblio nell'era digitale"
Viktor Mayer Schonberger
mercoledì 1 gennaio 2020
GENNAIO
Carolus Duran - Portrait of Edouard Manet - 1880
Sono stati veramente tanti i dipinti che si sono succeduti su queste pagine dando vita ai calendari. Per la prima volta ho pensato agli autori cosi' famosi ma nella maggior parte dei casi sconosciuti nelle sembianze ai nostri occhi.
L' autoritratto o il ritratto d’artista ha sempre un grande fascino: non rappresenta solo le fattezze del suo autore ma è uno specchio dello stile, delle emozioni e del carattere. In molti si sono cimentati nelle loro raffigurazioni, lasciandoci capolavori con tracce della loro essenza impresse sulla tela.
"Un ritratto di Edouard Manet é il duplicato morale e fisico della persona", scrisse il critico d'arte Charles Flor. L'artista francese, grande profeta del realismo, si impegnó a dipingere solo quello che vedeva. La realtá nel senso piú vasto del termine: non solo l'aspetto della persona ma anche la sua vita, il suo ruolo sociale, la sua personalitá, gli abiti, gli oggetti, i libri, i quadri, le mille cose che creano e definiscono il suo ambiente. Anche per questo ho scelto lui per aprire il nuovo anno.
Di Edouard Manet esistono due autoritratti, un ritratto eseguito dal pittore Fantin Latour e quello che ho scelto. L'espressione serena e sincera, la luce gioiosa nello sguardo, la posa rilassata me lo fanno apprezzare e avvicinare piu' di ogni altro.
Una curiosita'.
Un autoritratto con tavolozza è stato battuto all'asta per 22.4 milioni di sterline. Si tratta della cifra più alta mai pagata per un'opera del maestro francese. L'opera, eseguita nel 1878, è una delle due pitture "allo specchio" esistenti al mondo. L'altra, a figura intera, si trova al Bridgestone Museum of Art di Tokyo.
martedì 24 dicembre 2019
domenica 1 dicembre 2019
DICEMBRE
James Abbott McNeill Whistler - “Sinfonia in bianco, ritratto n. 1” - 1862
"....una donna abbigliata in un'elegante veste di cambrì, eretta davanti a una finestra e a una tenda di mussola che, con le sue trasparenze bianche, filtra agevolmente la luce. La figura, tuttavia, è investita da una potente luce proveniente da destra e pertanto l'opera, fatta eccezione per la sua capigliatura infuocata di rosso, si risolve in un impasto cromatico bianco brillante."
Questa e' la descrizione che lo stesso Whistler fa del suo dipinto. Si tratta di un primo e raffinato studio del rapporto tra i toni, bianco su bianco, che giustifica il titolo di Sinfonia in bianco n. 1. All'epoca non ebbe successo. Venne respinto dalle gallerie di Londra e Parigi. L' uso delle corrispondenzetra pittura e musica tanto care all' amico Baudelaire non fu capito e ricevette aspre critiche. Joanna Hiffernan e' la modella del dipinto e lo sara' anche del Sinfonia in bianco, ritratto n. 2 e n. 3, nonche la sua amante per diversi anni. Come sara' anche la modella di Courbet.
Tecnicamente il bianco è un colore con elevata luminosità, ma senza tinta. Più precisamente contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico ed è chiamato anche colore acromatico. È l'opposto del nero, che rappresenta l'assenza di colori.
La tonalità Bianco di Zinco è anche chiamato bianco di neve o lana chimica: è un pigmento di origine sintetica ottenuto dalla combustione ad alta temperature dei vapori di zinco. Il Bianco di Titanio è stato inventato dal dott. Auguste Rossi ed i primi brevetti risalgono al 1898.
Ma si fa presto a dire bianco… Chiamiamo bianco, con estrema leggerezza, tutto ciò che appare come il punto più chiaro del campo visivo. Ma raramente due bianchi coincidono...
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