mercoledì 1 giugno 2022

GIUGNO



William Turner  -  Pescatori in mare  -  1796




Turner era un romantico e un realista, eppure superava entrambi gli stili. Anche lui fu nominato pittore della luce. 

I suoi paesaggi, largamente in anticipo sui tempi, sono stati definiti precursori dell'Impressionismo, eppure vi si riconoscevano anche elementi destinati a influenzare l'Espressionismo, mentre molte delle sue opere tarde sono innegabilmente surrealiste. L'arte di Turner non si può legare a classificazioni; rimane ancora oggi eccentrica nella storia dell'arte. La sua opera nasce da un rapporto unico con la natura che dipinge: attraverso i suoi schizzi brillanti, trovò un genere di pittura rigorosamente aperto in cui la natura libera l'uso del colore. 

Questo fu il suo primo quadro dipinto ad olio. Inizialmente era un valente acquarellista. Quando Turner era ancora un ragazzo, il padre, fabbricante e venditore di parrucche, amava esporre le opere del figlio nella vetrina del negozio.

Soleva dire "William farà il pittore"...!




domenica 1 maggio 2022

MAGGIO

 

                                     Johannes Vermeer  -   Il geografo   1668




Nel Seicento i Paesi Bassi hanno totalmente abbracciato la fede protestante, la loro struttura è religiosamente tollerante e la grafia diventa per eccellenza il mezzo di conoscenza per l'esplorazione di nuovi mondi, per il controllo dei mari, per le campagne militari, per supportare i commerci. Allo stesso modo dei cartografi, i pittori olandesi concepivano dunque il quadro come una superficie piatta sulla quale descrivere il mondo visibile tanto che in nessun altro Paese come l'Olanda le due professioni coincidono. La pittura diventa una via d'accesso alla conoscenza e alla conquista del mondo, a un sapere nuovo, fisico e sperimentale, diverso da quello teoretico e dogmatico consacrato dalla nostra Chiesa cattolica.

L' idea è che la cultura visiva olandese intenda il disegno e la pittura come l'arte di fissare e riprodurre il mondo visibile così come appare: ut pictura ita visio, al contrario del nostro ut pictura poësis per cui l'arte del dipingere coincide con quella del narrare le gesta di uomini e dei.

Ma chi è l'uomo curvo sulle carte? Forse Spinoza, forse il naturalista Antoine van Leeuwenhoek di Delft oppure un autoritratto del pittore stesso? E quella che il misterioso personaggio sta studiando è una mappa terrestre o celeste? Gli enigmi di questa immagine da Jan Vermeer, oggi visibile a Francoforte, sono quasi sicuramente destinati a rimanere irrisolti.






venerdì 15 aprile 2022

PASSIONE



Il 15 aprile 1729, alle13 e un quarto del pomeriggio, le campane di St-Thomas suonarono a morto per il Venerdì Santo e, mezz’ora più tardi, i Vespri si aprirono con la preghiera Da jesus an dem Kreuze stund. 

La liturgia sarebbe durata almeno fino alle 17.30. 

Per i fedeli, fu una celebrazione intensa, secondo la tradizione tramandata dal Medio Evo, e un avvenimento eccezionale per gli appassionati di musica. 

La Passione secondo Matteo è di una bellezza che non si può descrivere a parole. Non soltanto vertice della musica religiosa della Riforma Protestante, ma anche vetta irraggiungibile della storia della musica in generale.

La Passione secondo Matteo rappresenta il vertice della musica religiosa bachiana. Una delle sue più vaste composizioni e con l’ organico più grande.

Bach era probabilmente consapevole della sua importanza, visto che la riprese per ben quattro volte. La partitura definitiva, che risale al 1746 circa, è il più bel manoscritto autografo che ci sia rimasto di Bach.


Qui la registrazione storica del 1954 che vede come conduttore il grande Wilhem Furtwangler.


https://m.youtube.com/watch?v=QkM_AGGVm_Y

venerdì 8 aprile 2022

IL FILOSOFO

 

Durante l'open day “Portes Ouvertes”, della Concordia University di Montreal, presso la quale lavorava, si presentò un membro della tribù nativa americana dei mohawk. L’uomo chiese a Smith, incaricato di incontrare coloro che fossero stati interessati all’iscrizione, quale tipo di filosofia insegnassero. Smith rimase sorpreso quando l’uomo aggiunse: «Sa, anche noi abbiamo la nostra filosofia» e replicò con uno scettico: «Ah, davvero?». Solo in seguito capì che l’altro aveva però ben colto “la sufficienza e l’arroganza” della sua risposta. Dopo poco l’uomo se ne andò e non si iscrisse mai in quell’università.

Di questa esperienza personale dolorosa ne parla con umiltà l'autore del libro" Il filosofo. Una storia in sei figure" Justin E.H. Smith, docente di Storia e filosofia della scienza all’Université Paris Diderot. Egli continua con un’impietosa autocritica, osservando che i filosofi accademici, «visti dall’esterno, sono solo una istanza particolare di qualcosa che ha molte forme. Pensano di rappresentare la filosofia come civiltà, mentre ciò che esiste sono solo molte, e diverse, culture filosofiche».

In questo saggio l'autore individua sei personaggi tipo che hanno svolto il ruolo del filosofo in molte società diverse di tutto il mondo nel corso dei millenni: il Curioso, il Saggio, il Polemico, l’Asceta, il Mandarino e il Cortigiano. 

Il Curioso incarna un atteggiamento ora andato perso, ma vivo nell’antichità, in cui tutto era degno di interesse per il filosofo, dalle tempeste all’anatomia animale.

Il Saggio è la figura socialmente venerabile, capace di vivere in una cultura, coglierne criticamente gli elementi portanti, sapendo prenderne le distanze.

Il Polemico nel libro è rappresentato esemplarmente da un personaggio frustrato, che ignora le esigenze di rigore e scientificità dell’accademia e cerca di attirare su di sé l’attenzione. 

Le figure dell’Asceta e del Mandarino, poi, rappresentano rispettivamente una il filosofo capace di distacco dalle cose del mondo, l’altra quello che appartiene a una struttura sociale d’élite in cui il singolo esercita la propria professione.

Il Cortigiano, infine, è colui che cerca di inserirsi nella società non per cambiarla, ma «per far avanzare se stesso e la propria fama».

La lista non pretende l’esaustività: l’autore infatti ammette che se ne potevano aggiungere altre, come ad esempio quella del Ciarlatano o quella del «guru del self-help che promette di spiegare tutto ciò che è necessario sapere». Smith ritiene però che questa classificazione consenta di spiegare il lavoro e l’impatto sociale di tutti coloro che nella storia sono stati chiamati filosofi.

Il risultato è allo stesso tempo un' introduzione non convenzionale alla storia della filosofia e un'esplorazione originale di ciò che la filosofia è stata e potrebbe tornare ad essere.