sabato 27 aprile 2019

LEZIONE DI MINDFULNESS




Doing nothing is good for you. Oggigiorno il mondo esterno e' oltremodo stimolante, sempre proteso a pretendere la nostra attenzione. Ci fa perdere la connessione con il nostro io interiore, le nostre emozioni, pensieri e desideri. Fortunatamente nella societa' c'e'  una risposta automatica quando sembra le cose non vadano per il verso giusto. L'origine della mindfulness e' una di quelle risposte. La mindfulness crea momenti di passivita' psicologica: non pensare, ma semplicemente vivere il momento e lasciare scorrere i pensieri.
Il perder tempo e il non far nulla non e' inutile. Quando ci ritroviamo ad avere molte cose da fare nel nostro tempo libero non e' piu' tempo libero e il modo in cui viene vissuto diventa un fattore di stress crescente perche' le attivita' che scegliamo sono serie e non includono un sufficiente periodo di relax.
Non sentiamoci colpevoli quando stiamo bene semplicemente sdraiati sull'erba..

Presso la Google Company e' richiesto da contratto che i dipendenti trascorrano il venti per cento del loro tempo facendo nulla: rilassarsi su di un'amaca, giocare a ping pong, chiacchierare davanti ad un caffe', qualunque cosa vogliano. E' precisamente in quelle ore di non lavoro che sono state concepite idee di successo come Gmail e Google Earth.

venerdì 5 aprile 2019

COSA SARA'









Cosa sara' che ci fa vedere il giorno
l'ascolto non banale di un brano come questo

lunedì 1 aprile 2019

APRILE


Kazimir Malevich - Black square   -  1915



Un quadrato nero. Lo dipinse nel 1915 l’artista ucraino Kazimir Malevich, che un anno dopo, partendo da quest’opera, avrebbe elaborato la teoria del suprematismo. "Per suprematismo intendo la supremazia della sensibilità pura nell’arte, l’espressione senza rappresentazione. Le apparenze esteriori della natura non offrono alcun interesse", scrive Malevich. Come a dire che l’arte pura è staccata da ogni funzione, la pittura non deve più ritrarre il volto del potente di turno, l’immagine di un Dio, un soggetto storico, mitologico, religioso, una natura morta o un paesaggio, ma solo la pura forma geometrica. Il Quadrato nero, per molti "il punto zero della pittura", procurò a Malevich un mare di guai. Accusato di formalismo venne imprigionato da Stalin. I suoi dipinti, chiusi per sessant’anni nei depositi sovietici, sono riapparsi solo dopo la caduta del regime.
Il colore nero sara' presente in quasi tutti i suoi dipinti.

venerdì 22 marzo 2019

KINTSUGI





Un oggetto si può rompere ma non per questo perde il suo valore e la sua bellezza. A questa filosofia si ispira l'antica tecnica giapponese del Kintsugi, letteralmente "riparare con l'oro". Ciò che si rompe, si sbecca, va in mille pezzi, non è da buttare, ma diventa più prezioso. Unico. Gli oggetti vengono minuziosamente riparati, i frammenti uniti e le venature coperte da un filo d'oro. Nella cultura giapponese nessun oggetto deve necessariamente essere perfetto: ognuno, tramite il Kintsugi, racconta la sua storia. Così, dal dolore e dalle cicatrici, nasce una forma di bellezza ancora più potente. Il Kintsugi e' il simbolo della resilienza.


La foto e' mia presa dal mio magazine preferito: Flow






venerdì 1 marzo 2019

MARZO


John Singer Sargent  -  Mrs. Hugh Hummersley  -  1892


Fu il suo amico Henry James a introdurre il trentenne John Singer Sargent nei circoli londinesi. E fu a Londra che il pittore affinò l’introspezione psicologica dei suoi ritratti, nei quali sfila una galleria di personaggi famosi, cantanti, attori, pittori, aristocratici e facoltosi borghesi. La giovane signora raffigurata in Mrs. Hugh Hammersley era nipote di generali importanti, moglie di un banchiere. Ma il vero protagonista del quadro è il velluto cangiante del vestito, quel colore con sfumature viola che era nato nello stesso anno di Sargent, il 1856, creato per caso dal chimico diciottenne William Henry Perkin mentre cercava di sintetizzare un vaccino antimalarico. Due anni dopo il primo colorante industriale della storia, battezzato mauve da Perkin, sarebbe divenuto di moda, grazie alla regina Vittoria che indossò un abito mauve alle nozze della primogenita.