lunedì 1 aprile 2019

APRILE


Kazimir Malevich - Black square   -  1915



Un quadrato nero. Lo dipinse nel 1915 l’artista ucraino Kazimir Malevich, che un anno dopo, partendo da quest’opera, avrebbe elaborato la teoria del suprematismo. "Per suprematismo intendo la supremazia della sensibilità pura nell’arte, l’espressione senza rappresentazione. Le apparenze esteriori della natura non offrono alcun interesse", scrive Malevich. Come a dire che l’arte pura è staccata da ogni funzione, la pittura non deve più ritrarre il volto del potente di turno, l’immagine di un Dio, un soggetto storico, mitologico, religioso, una natura morta o un paesaggio, ma solo la pura forma geometrica. Il Quadrato nero, per molti "il punto zero della pittura", procurò a Malevich un mare di guai. Accusato di formalismo venne imprigionato da Stalin. I suoi dipinti, chiusi per sessant’anni nei depositi sovietici, sono riapparsi solo dopo la caduta del regime.
Il colore nero sara' presente in quasi tutti i suoi dipinti.

venerdì 22 marzo 2019

KINTSUGI





Un oggetto si può rompere ma non per questo perde il suo valore e la sua bellezza. A questa filosofia si ispira l'antica tecnica giapponese del Kintsugi, letteralmente "riparare con l'oro". Ciò che si rompe, si sbecca, va in mille pezzi, non è da buttare, ma diventa più prezioso. Unico. Gli oggetti vengono minuziosamente riparati, i frammenti uniti e le venature coperte da un filo d'oro. Nella cultura giapponese nessun oggetto deve necessariamente essere perfetto: ognuno, tramite il Kintsugi, racconta la sua storia. Così, dal dolore e dalle cicatrici, nasce una forma di bellezza ancora più potente. Il Kintsugi e' il simbolo della resilienza.


La foto e' mia presa dal mio magazine preferito: Flow






venerdì 1 marzo 2019

MARZO


John Singer Sargent  -  Mrs. Hugh Hummersley  -  1892


Fu il suo amico Henry James a introdurre il trentenne John Singer Sargent nei circoli londinesi. E fu a Londra che il pittore affinò l’introspezione psicologica dei suoi ritratti, nei quali sfila una galleria di personaggi famosi, cantanti, attori, pittori, aristocratici e facoltosi borghesi. La giovane signora raffigurata in Mrs. Hugh Hammersley era nipote di generali importanti, moglie di un banchiere. Ma il vero protagonista del quadro è il velluto cangiante del vestito, quel colore con sfumature viola che era nato nello stesso anno di Sargent, il 1856, creato per caso dal chimico diciottenne William Henry Perkin mentre cercava di sintetizzare un vaccino antimalarico. Due anni dopo il primo colorante industriale della storia, battezzato mauve da Perkin, sarebbe divenuto di moda, grazie alla regina Vittoria che indossò un abito mauve alle nozze della primogenita.

mercoledì 20 febbraio 2019

CONSIGLI DI LETTURA

Com'era bella Parigi narrata da Roberto Calasso ne "La folie Baudelaire", tra la nascita del poeta (1821) e la morte di Proust (1922). Pittura, musica, letteratura, salotti: il centro del mondo. La disfida tra classici e romantici tra Ingres e Delacroix, Chopin che arriva speranzoso da Varsavia, i Salon ufficiali e i Refuses, l'Eduard Manet del Dejeuner sur l'herbe e di Olympia, Degas e Monet, gli impressionisti su su fino a Cezanne, i Fauves, Picasso e la nascita delle gallerie d'arte e i grandi mercanti. I salotti di George Sand con de Musset o di Madame Recamier del dipinto di Jacques Louis David. Con codazzo di artisti, politici e avventurieri.
E' come se ci fosse stato anche lui, Enzo Restagno, nel salotto munifico della Princesse de Polignac, tra Faure' e Chabrier, visto cosa riesce a raccontare nel suo "Ravel e l'anima delle cose". A quei mondi Proust si ispira per il salotto di Madame Verdurin, nella Recherche. Sono i tempi di Isadora Duncan, Cocteau, Djagilev e i Balletts Russes, di Colette e de l'Exposition Universelle del 1889 che innalza e lascia al futuro di Parigi la Tour Eiffel - altro che Albero della vita - e che per la gioia dei melomani fa conoscere i grandi gong Gamelan che incantano Debussy..
E dopo? Con un salto diabolico eccoci all'oggi, con la selfite acuta, ormai sindrome nevrosica, accanto ad arti figurative ove non conta piu' l'opera ma l'autore, l'artista in quanto personaggio pieno di like, esperienziale. I CD di musica classica, in via di estinzione, portano via con se' anche quei preziosi libretti che spiegavano autori e pezzi. Informazioni semplici, che YouTube misteriosamente non fornisce. E che dire dell'enorme quantita' di libri che neppure una lettura trasversale consente di affrontare. Abbiamo forse piu' libri che lettori? Siamo passati dai salotti al facciamo l' aperitivo?
Nel frattempo, per fortuna, mirabilia su altri fronti: scienze e medicina. Che avrebbero salvato Mozart. E che in soli cent'anni hanno raddoppiato la vita media. Pas mal du tout.

M. Waltz

La folie Baudelaire di Roberto Calasso

Ravel e l'anima delle cose  di Enzo Restagno

venerdì 1 febbraio 2019

FEBBRAIO





Tiziano Vecellio  -  Paolo III con i nipoti cardinale Alessandro e Ottavio Farnese  -  1546


Il rosso con cui rivestiva i personaggi dei suoi ritratti, una varietà calda, succosa e squillante, alla fine ha preso il suo nome: rosso Tiziano. Una tonalità che assumeva significati diversi in base ai soggetti del quadro. Il rosso della manica e della pantofola nella donna vestita, e quello del mantello della donna nuda, in Amor sacro e profano, rappresentano la passione. Il porpora profuso a piene mani in Paolo III e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese sottolinea il potere, in modo così convincente che i passanti si inchinavano davanti alla tela, come racconta il Vasari. Il biondo ramato delle belle veneziane raffigurate come dee pagane suggerisce la sensualità. 
E Tiziano, con questi rossi, influenzò molti pittori del Rinascimento.